I giudici aggiungono che, ragionando in ottica pro consumatore, una clausola, per non essere considerata vessatoria, deve essere il frutto di una trattativa
Riconosciuto, invece, il ristoro economico per entrambi i genitori a fronte del danno non patrimoniale conseguente alla lesione del diritto all’autodeterminazione
Irrilevante, precisano i giudici, il fatto che sia stato coinvolto anche un secondo vettore
Fondamentale che l’originario verbale, emesso a fronte di presunta violazione del ‘Codice della strada’, sia stato oggetto di impugnazione e che il relativo processo sia ancora in corso di definizione
Eccessiva, secondo i giudici, la reazione dell’uomo, chiamato “scemo” dalla figlia. Logico, sempre secondo i giudici, parlare di abuso dei mezzi di correzione
Logico, secondo i giudici, ipotizzare per le due ragazze un danno non patrimoniale derivante da sofferenza morale o da perdita di una relazione parentale
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